LBA e arbitri, serve più attenzione
Il livello arbitrale del campionato si sta abbassando.
BRESCIA - Prendersela con gli arbitri è facile. “Come tutti sbagliano, anche loro possono sbagliare”, si dice. Frase certamente condivisibile, ma è un nostro dovere registrare o fare presente il livello basso degli arbitraggi di questo inizio stagione. E se per un fischio errato su una azione di gioco possiamo soprassedere, ma anche su due, tre o quattro, altre situazioni sono inaccettabili.
28 settembre, semifinali di Supercoppa: al PalaLeonessa la Virtus Bologna è sopra di due punti, palla in mano, con pochi secondi da giocare. Lundberg subisce fallo, va in lunetta e fa ½. Milano ha il tiro del pareggio con 3” da giocare, timeout terminati. Palla a Baron, che butta per aria la palla da metà campo e trova il contatto con Mickey. Responso: tre tiri liberi. Coach Scariolo protesta e si prende anche un tecnico: Baron ha quindi 4 tiri liberi, se li segnasse tutti Milano vincerebbe. Invece fa 3/4 e si va all’overtime, poi vinto da Bologna.
Al di là del fischio sul tiro, molto opinabile, non è opinabile il fallo tecnico dato a Scariolo. Il coach della Virtus, va detto, non ha fatto incredibili sceneggiate, ma si è limitato a protestare. Difficile stabilire cosa abbia detto alla terna ma in quel momento un buon arbitro, applicando il buonsenso, prima evita di avvicinarsi alla panchina bolognese e soprattutto non dà un tecnico potenzialmente decisivo per le sorti della gara e della competizione. Se lo si fa, si vuole essere protagonisti del match, quando i protagonisti del match sono altri, ovvero i dieci giocatori sul parquet.
Brescia, nella prima uscita al Forum di Assago, ha dovuto remare contro un arbitraggio casalingo, arrivando comunque a giocarsi la vittoria con l’ultimo tiro sulla sirena, sintomo che comunque lo spirito dello scorso anno c’è anche in questa stagione.
Fabio Rusconi
Immagine: Ufficio Stampa Pallacanestro Brescia
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