Brescia IS on fire
Con un mercato così... è vietato nascondersi
BRESCIA - Alla presentazione di Inzaghi, Cellino era stato chiaro: “Il progetto è biennale, quest’anno pensiamo a salvarci il prima possibile”.
Stonava già all’epoca perché scegliendo un allenatore vincente e motivato come l’ex Benevento pareva francamente impossibile limitarsi ad una semplice salvezza.
Era il 9 giugno e il mercato non era iniziato. Per tutto luglio però l’immobilismo del presidente aveva fatto un po’ preoccupare i tifosi e le voci infondate dei primi dissidi tra l’allenatore e il patron provavano a destabilizzare l’ambiente.
Missione fallita perché Cellino ad agosto ha iniziato il suo mercato fatto di colpi precisi e intelligenti. Gli arrivi di Bajic, Tramoni, Olzer (nell’affare Tonali), Jagiello, Moreo, Huard, Léris, Bertagnoli, Linner e Perilli con la ciliegina Palacio dimostrano le ambizioni del Brescia: si punta ad un campionato di vertice.
Il vero fiore all’occhiello del calciomercato però è stato non cedere pezzi pregiati come Cistana, Joronen, Ndoj e Bisoli: avere una rosa lunga e profonda in un campionato difficile come quello cadetto è di fondamentale importanza per centrare il grande sogno promozione.
Il Brescia si è tolto la maschera, le Rondinelle ora non si vogliono di certo nascondere. Parma, Monza e Benevento avranno forse qualcosa in più, ma Inzaghi sa come si fa: e se il buongiorno si vede dal mattino…
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