L'esordio

L'esordio

Dopo 50 anni provo le stesse emozioni

1969 - A 19 anni vieni a sapere che farai l’esordio in serie A contro la corazzata del Cagliari di Gigi Riva, che poi vincerà lo scudetto, e marcherai Domenghini. 


Credetemi se vi dico che dopo 50 anni riprovo le stesse emozioni e sensazioni.

Credetemi perché amare il proprio lavoro vuol dire non perdere mai nessun momento delle esperienze che ti hanno forgiato e segnato per tutta la vita.

Ho avuto la “bravura” e la fortuna di fare quello che avrei voluto e oggi sono orgoglioso di essere stato un uomo e un professionista onesto e coerente con i propri principi.

Giocare con Simoni, Salvi, De Paoli, Busi, Bercellino, Cuccureddu, ecc., ma soprattutto portare la maglia della propria città non ha paragone con nessun’altra emozione.

C’è una cosa che potrebbe sembrare “nonnismo” ma invece era il “rispetto” dei ruoli in quel periodo temporale.

I giocatori più esperti scendevano dal pullman ed entravano nello spogliatoio mentre i giovani portavano tutte le valigie.

Questo abbiamo fatto io, Gasperini, Inselvini e Damonti. Io e Inselvini poi ci siamo spogliati e abbiamo giocato.

Era un piacere essere utili a uomini che poi sul campo ti trattavano alla pari, aiutandoti nelle difficoltà, dandoti sempre consigli utili.

Il Brescia Calcio non è stato soltanto la squadra con cui ho giocato per 13 anni, comprendendo i 4 anni di settore giovanile, ma la seconda famiglia che mi ha cresciuto e fatto diventare uomo.

 

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